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Geomatics Professionals 2026, il Geometra non misura solo la terra, ne modella il futuro digitale

14/04/2026

Geomatics Professionals 2026, il Geometra non misura solo la terra, ne modella il futuro digitale

Si è svolta oggi la seconda edizione di Geomatics Professionals 2026, appuntamento dedicato ai professionisti della Geomatica, all’evoluzione del rilievo, dei dati geospaziali, degli strumenti digitali applicati al territorio, al costruito e alle infrastrutture. Il convegno ha riunito esponenti del mondo accademico, istituzionale e professionale in un confronto qualificato su un tema sempre più centrale per l’evoluzione delle competenze tecniche. Per il Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati hanno preso parte ai lavori il presidente Paolo Biscaro e il consigliere Ernesto Alessandro Baragetti

 

Ad aprire i lavori è stato Alessandro Capra, docente dell’Università di Modena e Reggio Emilia e chairman del convegno. I saluti istituzionali hanno visto avvicendarsi al podio il presidente CNGeGL Paolo Biscaro, di Renato Ferrari, vice presidente di Cassa Geometri, Caterina Balletti, presidente SIFET, e Antonio Scaglione, presidente del Collegio Provinciale Geometri e Geometri Laureati di Roma.

Nel suo saluto istituzionale, il presidente CNGeGL Paolo Biscaro ha richiamato il valore strategico della formazione e della collaborazione tra categoria, università e comunità scientifica per accompagnare l’evoluzione della professione tecnica. Il geometra, ha osservato, ha saputo nel tempo adattarsi ai cambiamenti, rafforzando la propria capacità di leggere e utilizzare le innovazioni tecnologiche nei processi di rilievo, rappresentazione e monitoraggio del territorio, del costruito e delle infrastrutture.

Il presidente CNGeGL Paolo Biscaro ha, quindi, ribadito la centralità della topografia e, in senso più ampio, della Geomatica, oggi sempre più decisive nelle fasi di acquisizione del dato, tracciamento, modellazione tridimensionale e controllo nel tempo delle opere. Un ambito che richiede competenze approfondite, qualità nella produzione dei dati e percorsi di qualificazione in grado di rispondere a un mercato sempre più orientato alla specializzazione.

Da qui il richiamo a investire sulla preparazione dei giovani e sul rafforzamento delle competenze avanzate della categoria, anche nella prospettiva di nuovi percorsi formativi professionalizzanti con una curvatura dedicata alla Geomatica.

Nel prosieguo, tra i relatori, insieme a Francesco Guerra dell’Università Iuav di Venezia, Mattia Crespi dell’Università “La Sapienza” di Roma, e il consigliere CNGeGL Ernesto Alessandro Baragetti, con delega a Catasto e Geomatica, che con il suo intervento ha concluso il primo panel dei lavori.

La sua tesi è netta e tagliente: "il geometra del 2026 è il gestore dei dati geospaziali al cuore della transizione ecologica e delle Smart Cities". E la laurea abilitante LP-01? Per Ernesto Alessandro Baragetti, non è solo un titolo accademico, ma una vera leva generazionale: permette di entrare nel mondo del lavoro a 22 anni, con competenze certificate e tirocinio già integrato, rispondendo al vuoto di specialisti digitali che frena la Pubblica Amministrazione e le opportunità del PNRR.

Il dirigente di categoria non usa mezzi termini nel descrivere la svolta epocale. Addio al rilievo isolato e frammentato: oggi dominano sistemi informativi territoriali integrati (SIT), modelli BIM e flussi Scan-to-BIM. Le ispezioni manuali cedono il passo a sensori satellitari, droni UAV e laser scanner per monitorare il dissesto idrogeologico. "Il BIM non è il futuro – ha affermato – è il nostro presente". E in questo scenario, il geometra non è più un semplice tecnico del rilievo, ma un gestore di dati che dialoga alla pari con architetti, ingegneri e geologi, parlando la lingua universale del dato geografico digitale.

La visione del consigliere nazionale si regge su tre pilastri strategici, esposti con chiarezza e passione. Primo, una formazione ibrida continua, con focus su intelligenza artificiale generativa per la cartografia e sulle nuove Direttive Green UE. Secondo, la specializzazione in Geomatica, lasciando il generalismo per nicchie ad alto valore come il rilievo monumentale HD, la batimetria e il monitoraggio strutturale. Terzo, e in ottica interdisciplinare,la collaborazione con le altre professioni non indeboliscono l'identità del geometra. Al contrario, la rendono più riconoscibile nel mercato e nelle istituzioni". Ernesto Alessandro Baragetti evoca anche la sfida intergenerazionale: veterani con visione strategica affianco a giovani laureati LP-01, padroni nativi degli strumenti geomatici.

Come ha chiosato il consigliere CNGeGL Ernesto Alessandro Baragetti, citando il filo conduttore del convegno: "Non misuriamo solo la terra. Ne modelliamo il futuro digitale".

QUI la presentazione del consigliere Ernesto Alessandro Baragetti