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Catasto, la riforma possibile parte da dati aggiornati e professionisti sul territorio

26/06/2026

Catasto, la riforma possibile parte da dati aggiornati e professionisti sul territorio

In un articolo dedicato alla riforma catastale, e pubblicato dal quotidiano economico Il Sole 24 Ore in data odierna, il consigliere nazionale CNGeGL Ernesto Alessandro Baragetti evidenzia la necessità di superare il sistema estimativo attuale, puntando su interoperabilità delle banche dati, censimento dal basso, invarianza di gettito e coinvolgimento dei professionisti tecnici

 

condizione essenziale per semplificare l’azione amministrativa, governare il territorio, prevenire i rischi e conoscere davvero il patrimonio immobiliare del Paese.

È questo il punto centrale dell’articolo “Catasto, la riforma possibile parte dai dati. E dai cittadini”, firmato da Ernesto Alessandro Baragetti, consigliere nazionale del Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati con delega al catasto, e pubblicato oggi dal quotidiano economico Il Sole 24 Ore.

Il contributo richiama un nodo aperto da decenni: il sistema catastale italiano continua a fondarsi su criteri estimativi ormai superati, con una revisione generale degli estimi ferma al biennio 1988-1989 e un’impostazione ancora basata, per molte abitazioni, sul parametro dei vani. Una fotografia non più adeguata a rappresentare il valore reale degli immobili, né le profonde differenze territoriali, urbanistiche e di mercato.

Secondo Ernesto Alessandro Baragetti, il problema non è la mancanza di strumenti tecnici, ma il metodo con cui la riforma è stata finora affrontata. I precedenti tentativi si sono arenati soprattutto per il timore che l’aggiornamento dei valori potesse tradursi automaticamente in un aumento della pressione fiscale. Per questo, la strada indicata è quella di un percorso graduale, trasparente e fondato sull’invarianza di gettito: attribuire nuovi valori, mantenendo per un periodo transitorio gli attuali estimi e simulando in parallelo gli effetti del prelievo sulle nuove basi imponibili.

Al centro della proposta vi è anche l’estensione dell’Anagrafe Immobiliare Integrata, capace di collegare banche dati catastali, pubblicità immobiliare e informazioni urbanistiche, edilizie, energetiche e sismiche. Uno strumento che, se esteso a tutto il territorio nazionale e reso accessibile a Comuni, professioni tecniche e cittadini, potrebbe diventare una vera infrastruttura conoscitiva per il Paese.

Un ruolo decisivo, in questa prospettiva, è affidato ai professionisti abilitati ai servizi catastali. I geometri, presenti in ogni Comune d’Italia e profondamente radicati nel territorio, rappresentano una rete tecnica in grado di accompagnare cittadini e amministrazioni in un censimento costruito dal basso, anche attraverso dichiarazioni asseverate e strumenti di assistenza convenzionata.

La riforma del catasto, dunque, non viene proposta come un processo per aumentare le tasse, ma come un percorso di conoscenza, aggiornamento e responsabilità pubblica. Alla politica spetta decidere se e come intervenire sul prelievo; ai tecnici spetta garantire che quelle decisioni si fondino su dati veri, coerenti e aggiornati.

Come conclude Ernesto Alessandro Baragetti, il catasto è lo specchio in cui il Paese guarda il proprio patrimonio. E quello specchio, oggi, restituisce ancora un’immagine troppo lontana dalla realtà.