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Il ricorso alla mediazione civile è legge

20/06/2017

Il ricorso alla mediazione civile è legge

Il convegno internazionale sulla mediazione, ADR e ODR, che si è recentemente tenuto a La Maddalena, ha posto al centro dell’attenzione i percorsi di risoluzione delle controversie nelle isole transfrontaliere. All’appuntamento ha preso parte un panel di relatori qualificati, che si sono alternati nelle due sessioni in programma. La prima dedicata a “Esperienze, proposte e modelli tra ADR e ODR per le controversie transfrontaliere”, la seconda a “Cooperazione e sviluppo nella mediazione interculturale nel Mediterraneo” 

I “Percorsi Mediterranei della Mediazione per la Pace” sono un circuito culturale internazionale dedicato alla conoscenza e alla divulgazione della mediazione e dei sistemi di risoluzione amichevole delle controversie transfrontaliere, un’iniziativa che l’associazione “Mediatori Mediterranei Onlus” promuove in maniera itinerante tra le rive del Mediterraneo. In questo ambito, si è tenuto il nuovo appuntamento dedicata alle isole transfrontaliere, che ha visto l’arcipelago di “La Maddalena” rappresentare lo scenario ideale per rilanciare il confronto internazionale tra le culture diverse che animano il bacino del Mediterraneo. Come consueto, l’appuntamento è stato organizzato dall’Associazione Mediatori Mediterranei Onlus, in collaborazione con l’Università di Cagliari e con la Città di La Maddalena, che ha inserito il convegno fra le iniziative dedicate alla celebrazione del 250enario della sua fondazione.

Nella sua relazione di apertura il Responsabile Scientifico del programma, il Professor Carlo Pilia dell’Università di Cagliari, ha curato un articolato approfondimento sulla materia, con il conforto delle ultimissime rilevazioni statistiche del Ministero della Giustizia. Nel suo excursus, fra tassi di definizione delle tipologie di organismo, esito delle mediazioni e trend di successo, il docente non ha mancato di mettere subito in evidenza la novità del momento: l’obbligatorietà della mediazione.
“Una scelta che aspettavamo - spiega Carlo Pilia - prevista dalla manovra correttiva (con la ‘Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50’) divenuta definitivamente Legge dopo il passaggio al Senato. Tra gli emendamenti inseriti e approvati in via definitiva, nel testo emerge il passaggio che ha introdotto la cancellazione della fase di sperimentazione della mediazione obbligatoria civile, con eliminazione dell'obbligatorietà a tempo. Una misura definitiva che legittima finalmente il metodo alternativo di risoluzione delle controversie”.
 
In ragione dell’importante aggiornamento normativo, il progressivo consolidamento dell’uso della mediazione nel nostro Paese ha entusiasmato gli addetti ai lavori presenti. “Ma c’è dell’altro – ha segnalato Carlo Pilia - i risultati delle statiche del Ministero di Giustizia risalenti a Marzo 2017, e condotte negli anni 2011/2017, fanno emergere un dato confortante: le mediazioni che vengono esperite in un anno sarebbero complessivamente oltre 300mila. Su questi numeri devono soffermarsi i professionisti tecnici che, con il loro parere, hanno portato a casa un risultato importante: “gli esiti delle controversie in cui intervengono gli esponenti degli ordini professionali, registrano le migliori capacità di comporre gli accordi in via stragiudiziale. E’ così – conclude Carlo Pilia - le persone si fidano e si affidano, di fronte alla rassicurante presenza del tecnico”.
 
Fra gli altri interventi degli esperti internazionali, per il nostro Paese ha preso la parola il Vice Presidente CNGeGL Antonio Benvenuti, che ha sottolineato lo scopo sociale della mediazione, quale strumento di facilitazione del dialogo, di avvio a un confronto composto, un percorso ideale per permettere il superamento dei conflitti grazie alla condivisione delle ipotesi risolutive, nel pieno rispetto dei valori umani fondamentali.
 
“Per l’alto valore sociale della mediazione, è importante partire dal principio fondamentale su cui si fonda – ha affermato Antonio Benvenuti - distinguendo le controversie da ordine imposto, da quelle di ordine negoziale. Nel primo caso, come sappiamo, sono compresi la sentenza e l’arbitrato, cioè una decisione statuita da una persona terza (Giudice e Arbitro secondo le legge); nel secondo, sono le parti che decidono quale sia la soluzione della controversia, grazie alla presenza di una persona che possa ascoltare le parti e capire quali siano gli interessi reali di ciascuno La differenza sostanziale tra i due sistemi – aggiunge Antonio Benvenuti - è che la verità oggettiva spesso non corrisponde a quella giudiziale, in quanto nell’ordine imposto si decide secondo la Legge. Per far radicare la mediazione nella società è necessario, dunque, fare molta informazione e formare dei professionisti che devono conoscere le tecniche per poter gestire (e risolvere) i conflitti, anche prevedendo agevolazioni fiscali, individuando procedure (sicure) esecutive e certezze degli accordi, che potrebbero sicuramente favorire lo sviluppo della mediazione. La categoria dei Geometri e Geometri Laureati che svolgono già numerosi e importanti consulenze tecniche nella cause giudiziarie, sono anni che sono attivi nella formazione specifica e prevista dall’attuale normativa anche con centri di mediazione (riconosciuti) presso i Collegi provinciali.”
Al termine del convegno, si è tenuta la presentazione dei prossimi incontri internazionali dei Mediatori Mediterranei per il 2017: Cuba (luglio), Spagna (settembre), Libano (ottobre), Francia (novembre), Colombia (dicembre) e, a chiusura dei lavori, il rilascio degli attestati ai partecipanti.

QUI il Report dei dati statistici sulla mediazione civile commerciale del Ministero di Giustizia 

QUI il programma del convegno internazionale