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Mismatch e orientamento, la “filiera” parte da scuola e territori

Puntare sull’orientamento nelle scuole, filiere tecnico-professionali e collaborazione tra Regioni, sistema formativo e imprese per ridurre il divario tra competenze richieste e competenze effettivamente disponibili sul mercato del lavoro. È il messaggio emerso dal convegno “Mismatch e Orientamento: la filiera professionale e il ruolo delle Regioni – Criteri di scelta, competenze e politiche territoriali per ridurre lo scarto tra domanda e offerta di lavoro”, che si è svolto oggi, presso la Sala della Lupa della Camera dei Deputati, a Palazzo Montecitorio.
All'incontro hanno partecipato rappresentanti di Istituzioni, Regioni, agenzie per il lavoro, mondo produttivo e sistema delle professioni tecniche, tra i quali Paolo Ghigliotti e Matteo Parisi, consiglieri di Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati, di Fondazione Geometri Italiani e coordinatori nazionali delle commissioni CNGeGL "Scuola, Istruzione e Università".
Nel corso dei lavori è stato ribadito come il mismatch tra domanda e offerta non sia più un fenomeno congiunturale, ma un problema strutturale che attraversa l'intero mercato del lavoro, con quasi una posizione su due di difficile reperimento e forti criticità per i profili tecnici e specializzati. In questo scenario non è in gioco solo il numero dei posti vacanti di oggi, ma anche il rischio di un futuro polarizzato tra dark factory iper automatizzate e contratti poveri per le nuove generazioni, se il sistema non investe in competenze qualificate, buone transizioni e filiere formative stabili. Da qui la richiesta, emersa con forza, di rafforzare l'orientamento lungo tutta la filiera, a partire dalla scuola, e di costruire un rapporto più stabile tra sistema educativo, politiche formative e fabbisogni reali dei territori. In questa cornice si inserisce la XV edizione di Expo Training e le iniziative collegate, come l'obiettivo di arrivare a 10.000 colloqui di lavoro in fiera e i programmi di accompagnamento promossi in collaborazione con Sviluppo Lavoro Italia.
Nel corso del convegno sono state richiamate anche le esperienze regionali più avanzate. In particolare, l’assessore Valeria Mantovan della Regione Veneto ha illustrato un modello articolato su tre filoni – formazione, orientamento, welfare aziendale – sostenuto da investimenti significativi su ITS Academy, IFP e sistema duale, con tassi di placement elevati nei percorsi tecnici. L’assessore ha, inoltre, richiamato il ruolo di “Job & Orienta” e delle 17 reti territoriali scuola–impresa–istituzioni come infrastruttura stabile di orientamento esperienziale, che ogni anno mette in relazione studenti, famiglie e mondo del lavoro, dimostrando come fiere e campus dedicati possano diventare luoghi permanenti di incontro tra domanda e offerta.
Sul fronte nazionale è stato ricordato il contributo delle politiche attive e degli strumenti di lettura del mercato del lavoro: dal programma “C’è posto per te” – truck itinerante che porta informazione e servizi nei luoghi di vita, in raccordo con i Centri per l’impiego – alla piattaforma di Labor Market Intelligence di Sviluppo Lavoro Italia, fino alla richiesta di evolvere il SIISL (Sistema informativo per l’inclusione sociale e lavorativa) da fotografia dell’esistente a bussola predittiva sulle competenze e sulle geografie del lavoro. L’obiettivo condiviso è superare la “formazione a pioggia”, puntando su qualità, esiti occupazionali, interoperabilità dei dati e armonizzazione delle regole tra Regioni, così da evitare che i giovani si trovino intrappolati tra lavoro povero, sottoqualificato e percorsi di studio scollegati dai fabbisogni reali.
Per il Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati, la partecipazione al convegno è stata l'occasione per portare all'attenzione delle istituzioni il contributo che la professione tecnica può offrire nel colmare il divario tra formazione e mercato del lavoro, in particolare nei settori delle costruzioni, della rigenerazione urbana, della sicurezza dei territori e della transizione ecologica. “Il mismatch non si combatte solo a valle, in fase di selezione, bensì a monte, costruendo percorsi scolastici e formativi che avvicinino i giovani alle professioni tecniche prima delle scelte decisive”, ha osservato il consigliere CNGeGL Paolo Ghigliotti, sottolineando come il coinvolgimento degli Ordini e Collegi professionali possa rafforzare il legame tra scuola, imprese e comunità locali.
Un ruolo centrale, in questo senso, è svolto dal progetto didattico “Georientiamoci. Una rotta per l'orientamento”, promosso da Fondazione Geometri Italiani, che porta nelle scuole medie e superiori la scoperta delle professioni tecniche, della cultura del territorio e delle competenze necessarie per operare nei cantieri della transizione digitale e green. “Georientiamoci rappresenta l'anello iniziale della filiera: intercetta ragazze e ragazzi quando stanno iniziando a immaginare il proprio futuro, li aiuta a leggere i bisogni reali dei territori e mostra come il diploma tecnico e la professione del geometra possano tradursi in opportunità concrete di lavoro qualificato”, ha evidenziato il consigliere CNGeGL e Fondazione Geometri Italiani Matteo Parisi.
L’inserimento di “Georientiamoci” nel quadro del convegno conferma la necessità di una strategia integrata, in cui le politiche attive, le fiere del lavoro, le agenzie per l'impiego, le Regioni e i corpi intermedi lavorino in sinergia per costruire filiere professionali coerenti, dalla scuola all'ingresso nel mercato del lavoro. Anche alla luce degli allarmi sulle dark factory e sui contratti poveri che rischiano di aspettare le nuove generazioni, il progetto viene presentato come strumento di orientamento esperienziale precoce, in continuità con pratiche come Job & Orienta, capace di valorizzare le professioni tecniche di qualità e di offrire ai giovani percorsi che li mettano al riparo da lavoro sottoqualificato e poco tutelato. La presenza dei Geometri Italiani a Palazzo Montecitorio ha voluto rimarcare proprio questo fil rouge: senza un orientamento strutturato e anticipato, in grado di far dialogare scuola e mondo produttivo, il mismatch continuerà a tradursi in posti vacanti da un lato e in giovani scoraggiati dall'altro.
Courtesy Photo Paolo Ghigliotti