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Le tracce profonde su cui continuare a camminare

C'è un modo di lasciare il segno che non passa dai grandi gesti, e si esprime nel modo in cui si entra in uno spazio, nella capacità di far sentire le persone importanti, negli anni passati a costruire qualcosa che durerà più di te. Luciano Piccinelli ha fatto esattamente questo, per oltre vent'anni, con la discrezione di chi non cerca i riflettori, ma li merita
Il Collegio Provinciale Geometri e Geometri Laureati di Genova gli ha reso omaggio proprio ieri, con una cerimonia che, nelle intenzioni degli organizzatori, voleva rispecchiare la sua figura. Ci sono riusciti, come confermerà al termine la moglie Grazia, con un messaggio di ringraziamento.
L'evento al Collegio. Realizzata dall’ente territoriale di rappresentanza della categoria, l’iniziativa si è conclusa con l'intitolazione della Sala Consiglio a Luciano Piccinelli e con lo svelamento della targa che oggi ne segna la memoria. Una scelta precisa, non casuale, lì dove si prendono le decisioni che contano per una professione e dove il suo ricordo resterà, per affiancare e sostenere l’operato dei Colleghi.
Ma prima, per oltre due ore, si erano avvicendate le testimonianze e i tantissimi ricordi: con Paolo Ghigliotti, suo successore alla presidenza del Collegio genovese e oggi consigliere nazionale; il socio di studio; il consigliere segretario Luigi Lanero, che di aneddoti sulla vita di Luciano ne custodiva davvero tanti; i presidenti dei collegi delle province liguri; i past president che, negli anni, con Luciano Piccinelli hanno condiviso sogni e preoccupazioni; i rappresentanti degli altri organi locali di categoria e altri ancora, capaci di restituire un ritratto umano prima ancora che professionale.
All’appuntamento era altresì presente il presidente del Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati, Paolo Biscaro, a testimoniare che il dolore non si era fermato a Genova. La presenza era senza confini e trasversale: assessori della Regione Liguria, tecnici del Comune di Genova, il comandante dei Vigili del Fuoco, presidenti provinciali liguri e, fra i professionisti, molti avvocati. Il tipo di platea che si raccoglie attorno a chi ha davvero lasciato una traccia importante di sè.
Il profilo di Luciano Piccinelli. Luciano Piccinelli era entrato in Consiglio nel 1996 come tesoriere, poi era diventato segretario, infine presidente; un ruolo che aveva ricoperto per diciannove anni, dal 2000 al 2019, scegliendo lui stesso quando lasciare. Dopo, aveva continuato a dare, fino alla fine: come direttore responsabile della rivista Geometra Ligure. Una carriera costruita mattone su mattone, con la discrezione di chi non cerca i riflettori, ma li merita.
I figli Federico e Fabio, al termine dell’incontro, hanno presentato l'associazione ELLEPI, nata insieme ad alcuni amici per raccogliere fondi destinati alla ricerca su una malattia rara e ancora troppo poco conosciuta, che ha strappato Luciano Piccinelli agli affetti più cari e alla Categoria. Un impegno che porta avanti il suo nome nel modo più concreto possibile.
Stefano Armano, le parole dell’attuale presidente del Collegio di Genova. “Per me è stato un onore poter condurre questo evento, durante il quale abbiamo voluto abbinare l'anniversario della categoria con l'intitolazione della Sala Consiglio all'amico Luciano Piccinelli. Luciano ha rappresentato l'essenza della figura del Geometra e il nostro Collegio è orgoglioso di aver avuto un Presidente della sua statura. Spero che la targa sia di ricordo e di insegnamento per tutti coloro che hanno e avranno l'onore di rivestire un ruolo di rappresentanza in questa storica professione. L'amore, la dedizione, la competenza e il sacrificio con i quali Lui ha svolto il suo ruolo, per così tanti anni, resteranno un esempio e hanno lasciato tracce profonde su cui continuare a camminare”.
Paolo Ghigliotti, il ricordo del successore oggi consigliere nazionale. “Luciano Piccinelli aveva uno stile che non si impara sui libri: preparazione tecnica rigorosa, pacatezza e quella sottile ironia capace di rendere semplici anche le sfide più complesse. Intitolare a lui la Sala Consiglio significa lasciare, a chi entrerà, non solo un ricordo autorevole, ma una bussola: dignità del ruolo, rispetto per l’interlocutore e preparazione impeccabile. È un’eredità che continuerà a guidare la nostra comunità professionale”.
Paolo Biscaro, la presenza e le parole simbolo di una categoria. "Essere qui oggi non era un obbligo istituzionale: era una scelta personale. Luciano Piccinelli ha interpretato il ruolo di presidente con una serietà e un'umanità che raramente si trovano insieme. Era uno di quei Colleghi con cui, anche a distanza, ci si sentiva sempre nella stessa direzione. Intitolare a lui questa sala è il modo più onesto che potessimo trovare per dirgli che non lo dimentichiamo".
Il gesto speciale. Luciano Piccinelli aveva un sogno discreto: arrivare alla medaglia d'oro, quella riservata ai professionisti con cinquant'anni di iscrizione all'albo. Si era fermato a quarantadue. Il Collegio ha preso una medaglia, l'ha fatta incidere con il suo nome e l'ha consegnata in un cofanetto alla moglie Grazia e ai due figli Federico e Fabio. Non era la medaglia d'oro, bensì qualcosa di più: un desiderio che doveva essere onorato e un riconoscimento che meritava essere assegnato.
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