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Formazione e orientamento, con STN agibilitatori e studenti CAT per il ruolo sociale del geometra

All’ITET “Aldo Capitini” si è svolto il corso promosso dalla Struttura Tecnica Nazionale (STN), con il supporto dei Collegi Provinciali Geometri e Geometri Laureati di Perugia e Terni. Per il vicepresidente CNGeGL e coordinatore STN Ezio Piantedosi, formare professionisti preparati significa garantire risposte immediate, qualificate e utili al sistema Paese
L’iniziativa in Umbria, giunta alla seconda edizione, ha coinvolto 60 tecnici tra geometri, ingegneri, architetti, geologi, periti agrari, periti industriali, agronomi e forestali. Dopo una parte teorica, i partecipanti hanno svolto esercitazioni pratiche ed esame finale sulla compilazione della scheda AeDES, lo strumento utilizzato per il rilevamento speditivo dei danni, la definizione dei provvedimenti di pronto intervento e la valutazione dell’agibilità post-sismica degli edifici di tipologia strutturale ordinaria.
Al centro della giornata, il valore della preparazione tecnica nelle fasi successive a un evento sismico. Come ha sottolineato Ezio Piantedosi, vicepresidente del Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati e coordinatore della Struttura Tecnica Nazionale, il corso nasce dall’esigenza di formare professionisti in grado di offrire un contributo qualificato nella gestione dell’emergenza, soprattutto in territori, come l’Umbria, segnati da una significativa fragilità sismica e dall’esperienza del terremoto del 2016.
Ezio Piantedosi ha richiamato anche “la responsabilità specifica dell’agibilitatore, chiamato a svolgere verifiche speditive sugli edifici e a esprimere valutazioni affidabili, dalle quali può dipendere la possibilità per i cittadini di rientrare o meno nella propria abitazione. Una funzione che – ha aggiunto - richiede competenza, qualità professionale e piena consapevolezza del ruolo pubblico svolto dal tecnico nelle situazioni di emergenza”.
La scelta di svolgere il corso all’interno di un istituto CAT ha aggiunto all’iniziativa un ulteriore significato formativo e orientativo. La presenza degli studenti ha permesso di mostrare da vicino una dimensione della professione tecnica non sempre immediatamente percepita: quella legata alla protezione civile, al servizio alla collettività e alla capacità di intervenire nei momenti di maggiore difficoltà per il territorio e per le comunità. Come ha evidenziato Ezio Piantedosi, si tratta di un ruolo che “non rappresenterà uno degli ambiti principali di intervento della professione che intraprenderanno i futuri geometri, ma che esprime una grande valenza sociale e una concreta utilità per il sistema Paese”.
Preparare squadre tecniche adeguatamente formate, in numero sufficiente e pronte a intervenire con tempestività, rientra nella missione della Struttura Tecnica Nazionale, secondo le indicazioni del Dipartimento della Protezione Civile. Un impegno che conferma il contributo dei geometri e delle professioni tecniche alla sicurezza del costruito, alla gestione delle emergenze e alla tutela delle persone.
QUI il video raccconto