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DDL C. 2823, presentate da Rete Professioni Tecniche tre proposte emendative sull’art. 19

20/03/2026

DDL C. 2823, presentate da Rete Professioni Tecniche tre proposte emendative sull’art. 19

Tre proposte emendative puntuali, con un obiettivo preciso: coordinare l’art. 19 del DDL C. 2823 con il quadro normativo vigente e con le competenze che la legge già attribuisce alle professioni tecniche regolamentate. È questo il contributo portato da Rete Professioni Tecniche nel corso di un’audizione che si è svolta presso la VIII Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera dei Deputati, nell’ambito dell’esame del disegno di legge di conversione del decreto-legge 27 febbraio 2026, n. 25, recante misure urgenti per gli eventi meteorologici in Calabria, Sardegna e Sicilia e per la frana di Niscemi.

 

A rappresentare la RPT sono stati Paolo Biscaro, presidente del Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati e Segretario-Tesoriere della Rete Professioni Tecniche, e Filippo Cappotto, vicepresidente del Consiglio Nazionale dei Geologi.

Nel suo intervento, Paolo Biscaro ha ribadito la piena disponibilità delle professioni tecniche a supportare le popolazioni colpite dagli eventi calamitosi, come già avvenuto in occasione di precedenti emergenze, richiamando però l’attenzione su un nodo ritenuto cruciale: l’art. 19 del decreto, che istituisce presso CONSAP il ruolo degli esperti assicurativi catastrofali.

L’ambito di attività previste per queste figure – ha affermato il presidente CNGeGL Paolo Biscaro – sono già attribuite oggi per legge alle professioni tecniche regolamentate. Ampliare la possibilità di svolgere attività riservate ad altri soggetti senza il percorso di abilitazione professionale – esame di Stato e iscrizione agli albi presso Ordini e Collegi – va a creare una duplicazione di figure e di percorsi abilitanti, che sono invece previsti proprio a tutela della collettività”.

Paolo Biscaro ha, inoltre, evidenziato il rischio di una duplicazione dei regimi disciplinari: da un lato, i Consigli nazionali esercitano la vigilanza sull’attività professionale, applicano i codici deontologici e dispongono sanzioni fino alla cancellazione; dall’altro, l’art. 19 introdurrebbe un regime parallelo presso CONSAP, con possibili sovrapposizioni e conflitti normativi.

Riteniamo che la costituzione di questo ruolo non abbia carattere d’urgenza – ha aggiunto il presidente CNGeGL Paolo Biscaro – proprio perché già oggi esistono, all’interno degli Ordini nazionali, strutture che svolgono, e hanno svolto in passato, attività in caso di eventi catastrofali”.

Il riferimento è alla Struttura Tecnica Nazionale di Protezione Civile (STN), come ha ricordato Filippo Cappotto, istituita ai sensi dell’art. 13, comma 2, del decreto legislativo 2 gennaio 2018, n. 1, che opera attraverso Ordini e Collegi professionali sulla base di specifici protocolli d’intesa con il Dipartimento della Protezione Civile e mediante schede di valutazione del danno post-calamità.

A seguire, ha illustrato nel dettaglio le proposte emendative tecniche presentate dalla Rete Professioni Tecniche, tutte orientate al coordinamento dell’art. 19 con la legislazione vigente. In particolare sottolineando:

  • l’introduzione di un comma 1-bis per riconoscere di diritto l’iscrizione al ruolo agli iscritti agli Albi di Ordini e Collegi con competenze tecniche specifiche nell’accertamento e nella stima economica del danno ai beni immobili, previa verifica dei soli requisiti di onorabilità;
  • una norma di salvaguardia delle competenze già riservate per legge alle professioni tecniche regolamentate, con riferimento al comma 4;
  • il riconoscimento del diritto all’iscrizione anche nella fase di prima applicazione, con riferimento al comma 9.

Le modifiche proposte – ha spiegato il vicepresidente CNG Filippo Cappotto – mirano a preservare la coerenza della disciplina ordinistica delle professioni regolamentate, evitando duplicazioni nei percorsi di abilitazione professionale e coordinando le disposizioni vigenti con quelle introdotte”.

La proposta emendativa di Rete Professioni Tecniche, inoltre, ribadisce la disponibilità a collaborare con il Legislatore per individuare una soluzione capace di valorizzare il ruolo delle categorie tecniche, quali enti pubblici non economici sussidiari dello Stato e, al tempo stesso, di garantire efficacia operativa nelle emergenze e tutela della collettività. 

QUI il comunicato stampa