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CTU, al Senato il contributo di CNGeGL: in audizione il presidente Paolo Biscaro

Nel corso dell’odierna audizione della 2ª Commissione Giustizia del Senato della Repubblica, il presidente del Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati, Paolo Biscaro, ha illustrato le osservazioni della Categoria sui disegni di legge in materia di consulenti tecnici d’ufficio
Entrando nel merito dei provvedimenti in discussione, il presidente CNGeGL Paolo Biscaro ha espresso una valutazione favorevole rispetto al disegno di legge n. 1076, relativo all’istituzione di corsi di specializzazione per consulente forense in ambito civile, penale, amministrativo e tributario. In particolare, ha evidenziato l’utilità di un percorso volto a rafforzare il sapere giuridico dei consulenti tecnici, ritenuto complemento necessario del sapere tecnico, proponendo inoltre di inserire nei moduli formativi anche il tema della conciliazione, in coerenza con l’impostazione deflattiva del contenzioso richiamata dalla riforma Cartabia.
Più articolate, invece, le osservazioni formulate sul disegno di legge n. 683. Su questo punto, il presidente CNGeGL Paolo Biscaro ha ribadito la necessità di garantire elevati livelli di qualificazione dei consulenti tecnici, ma ha espresso contrarietà sull’ipotesi di un corso obbligatorio di carattere tecnico, della durata di 200 ore, per professionisti che già accedono alla professione tramite esame di Stato, iscrizione all’Ordine o Collegio e, spesso, ulteriori percorsi di aggiornamento, certificazione e specializzazione. Tale ipotesi, configurerebbe una impostazione che rischierebbe di risultare ridondante sotto il profilo formativo e difficilmente sostenibile sotto quello organizzativo, anche alla luce dell’elevato numero di specializzazioni oggi presenti nell’albo unico nazionale.
Nel suo intervento, il presidente CNGeGL Paolo Biscaro ha, inoltre, richiamato i dati già evidenziati nella memoria scritta, sottolineando come la riduzione del numero complessivo di consulenti e periti iscritti possa rendere ancora più delicato il tema dell’accesso all’albo, con il rischio di restringere ulteriormente la platea dei professionisti disponibili e di compromettere, di fatto, anche l’obiettivo della rotazione degli incarichi.
Quanto al disegno di legge n. 1068, relativo alla liquidazione dei compensi, il presidente del Consiglio Nazionale ha espresso un orientamento favorevole, definendolo un intervento corretto e utile a rafforzare le garanzie per il consulente tecnico. Al tempo stesso, ha proposto un’integrazione: prevedere un ulteriore termine anche nel caso in cui, decorso il tempo assegnato, debba provvedere il Presidente del Tribunale o il Procuratore della Repubblica, così da evitare ulteriori rallentamenti e rendere più effettiva la tutela del diritto al compenso.
Favorevole, a seguire, anche la valutazione sul disegno di legge n. 1065, in materia di compenso dell’esperto estimatore. Il presidente CNGeGL Paolo Biscaro ha ricordato come la modifica proposta risponda a un’esigenza avvertita da tempo dai professionisti del settore, superando un meccanismo che finiva per collegare parte del compenso a un risultato non dipendente dall’attività estimativa in sé, ma dall’esito della vendita.
Nel corso del dibattito finale, la senatrice Erika Stefani ha posto una domanda sul perimetro delle competenze del CTU chiedendo se, in relazione all’incarico da svolgere, sia il professionista a dichiarare le proprie competenze e, in tal caso, quale sia il limite oltre il quale il consulente non potrà operare oppure, in altra ipotesi, qualora il quesito ecceda la propria preparazione specifica, cosa fa il CTU?
Nella replica, il presidente CNGeGL Paolo Biscaro ha spiegato che, in tali occasioni, il primo elemento che fissa la consulenza del professionista è rappresentato dal Codice deontologico, che impone al CTU di non assumere incarichi per i quali non sia adeguatamente preparato. Ha, inoltre, sottolineato che il Codice di procedura civile consente al CTU, ove necessario, di chiedere al Giudice di essere affiancato da un ausiliario per la parte del quesito che, eventualmente, esula dalla propria competenza. Quanto all’iscrizione all’albo unico nazionale, l’audito ha precisato che il professionista dichiara le proprie specializzazioni allegando titoli, certificazioni, qualificazioni e corsi utili ad attestare la propria preparazione. Si tratta di elementi che dovrebbero orientare il Giudice nella scelta del profilo più idoneo all’incarico, anche attraverso titoli preferenziali come, ad esempio, la certificazione UNI nelle valutazioni immobiliari.
A corredo dell’audizione, il Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati ha depositato una memoria scritta, che raccoglie in forma organica osservazioni e proposte migliorative sui provvedimenti esaminati. Un contributo che - alla luce delle finalità istituzionali che persegue il Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati - conferma la volontà della Categoria a collaborare, sia al rafforzamento della qualità tecnica e procedurale dell’ausiliare del Giudice, nonché alla definizione di un quadro più equilibrato sotto il profilo della formazione e del riconoscimento professionale.