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VALORE GEOMETRA 2019 - Perché Valore Geometra è la declinazione di Valore Italia

19/06/2019

VALORE GEOMETRA 2019 - Perché Valore Geometra è la declinazione di Valore Italia

Moderatore della prima sessione di VALORE GEOMETRA 2019, Livia Randaccio, Direttore Editoriale di Imprese Edili News del Gruppo Tecniche Nuove, tiene anche una sua relazione. Nel corso dell’intervento, ci spiega ‘l’equo compenso della qualità’, ovvero come alcuni fattori giocano un ruolo centrale nell’aumento della produttività, nella generazione del valore in servizi e prodotti 

Quanto sia necessario mutare l’approccio al mondo del lavoro nella libera professione, come sia divenuto indispensabile relazionarsi diversamente rispetto ai soggetti che compongono insieme la filiera di una consulenza, lo anticipa sapientemente Livia Randaccio con il titolo del suo intervento: “Nulla è più come prima, facciamo la nostra rivoluzione!”. Naturalmente, nell’intento dell’autrice non si celano sollecitazioni semplicistiche e banali, bensì la volontà e la determinazione di rendere chiaro l’imperativo dell’agire individuale e collettivo. Per questo, ordina in progressione una attenta analisi di scenario economico e sociale.

Prendendo a esempio l’imprenditore britannico Andrew Carnegie, Livia Randaccio inizia a delineare alcune similitudini fra la storia di questo emigrato divenuto un brillante imprenditore e la quotidiana routine di chi – come i liberi professionisti – è tenuto ogni giorno a ‘costruire’ il proprio futuro. La prima fra tutte, è racchiusa in una frase simbolica: “Il lavoro di squadra è la capacità di lavorare insieme per una visione comune. La peculiarità di saper dirigere il lavoro individuale verso gli obiettivi dell’intera organizzazione. E’ il carburante che consente a persone comuni di ottenere risultati non comuni”. Il chiaro riferimento è alle prerogative della polivalenza e della multidisciplinarietà che fanno del Geometra la figura tecnica più versatile nel panorama delle professioni ordinistiche, il ruolo specialistico con maggiore vocazione alla collaborazione. Semplicemente esprimendo le proprie competenze, il Geometra si pone al centro di innumerevoli tipologie di sinergie rappresentando l’ideale anello di congiunzione del sapere. Tale opportunità è il segno di una valenza esclusiva, da non confondere assolutamente con una funzione di secondo piano.

Tornando alla necessità di impostare un cambiamento, sono successivamente commentati dalla relatrice i cicli recessivi che hanno trasformato l’economia del Paese, a cui fa seguire una riflessione su alcuni fattori determinanti come la globalizzazione, i cambiamenti demografici, l’economia digitale e la sostenibilità ambientale. Grazie all’osservazione puntuale di questi fenomeni, con l’approfondimento guidato dall’esposizione si riesce a comprendere come si forma la combinazione degli elementi e si arriva all’evoluzione del contesto. “Una erronea percezione ci ha portato a credere che avremmo potuto vivere nel benessere e che questo status fosse eterno - ha spiegato Livia Randaccio – mentre era da tempo evidente che occorreva concentrarsi sulla propria vocazione per continuare a conquistare il nostro posto nel mondo del lavoro, per essere allineati e sintonici con una realtà dominata dalla tecnologia: un aspetto che ha fissato l’avvio dell’economia digitale. Nel frattempo – prosegue – è maturata una sensibilità anche concettuale, che ci fa capire la limitatezza delle risorse, inducendoci a tener conto della sostenibilità delle azioni di ognuno nella propria vita”. 

“E’ tutto perduto? No!”. E con un’altra affermazione ad effetto, Livia Randaccio introduce lo studio che esamina i fattori di competitività del nostro lavoro con una prospettiva utile per affrontare le sfide della digitalizzazione. “Nel nostro caso, le caratteristiche fondamentali sono rimaste invariate: i liberi professionisti e le piccole e medie imprese, che rappresentano l’ossatura dell’economia del nostro Paese, restano unici per creatività, flessibilità, specializzazione e innovazione incrementale, dando vita all’economia reale. E’ questo il patrimonio del nostro Paese che bisogna continuare a difendere, sono questi i valori di un lavoro che un corpo intermedio come i Geometri deve contribuire a riaffermare, riempire di sostanza e di visione, al fine di rilanciare lo sviluppo dell’economia italiana”.

Per effetto di questo assioma, la declinazione di Valore Geometra in Valore per il Paese è perfettamente coerente all’enunciazione dei principi di fondo che sono stati finora trattati. A sostenere un principio di per sé già evidente, interviene l’oggettività dei dati: in base alle ultime statistiche disponibili, l’Italia è al primo posto fra i Paesi europei per numero di occupati: si tratta di 5 milioni di unità, rispetto ai 4 (milioni) della Germania, ai 3 (milioni) di Francia, Spagna e Polonia. A guidare l’internazionalizzazione, gli effetti della grande crisi e la digitalizzazione dei processi, che hanno profondamente modificato la capacità di generare il valore delle PMI e dei lavoratori autonomi, è stata la dinamica tecnologica. Basta riflettere sui dati che seguono per comprendere cosa guida esattamente la dinamica delle competenze: una capacità digitale è richiesta nel mondo del lavoro per il 62% dei casi; per il 59% ne occorre una di utilizzare linguaggi, metodi matematici e informatici; per il 57,7% è richiesto un uso degli strumenti di comunicazione visiva e multimediale; per il 34,2% torna una possibilità di gestire soluzioni innovative applicando tecnologie 4.0.

Malgrado ciò, non c’è da stare allegri: In Italia l’opportunità di incarichi professionali che presenta elevate competenze digitali è del 29%, mentre la media europea si attesta al 37%. Per allineare il gap, dovremmo avere 2 milioni in più di lavoratori con skills digitali maggiori. “Ci solleva una riflessione che porta a una constatazione di fondo - conclude Livia Randaccio - è giusto che l’equo compenso sia un principio che viene riconosciuto dal mercato e dalle istituzioni pubbliche, anche se a generarlo sono i liberi professionisti. E come tali, i Geometri devono essere in grado di far percepire la qualità della loro professionalità, svolgendo prestazioni di qualità e con caratteristiche distinguibili. A fare la differenza, infatti, sarà il potenziale soggettivo della persona, o come ha sostenuto Arie De Geus*: ‘la capacità di apprendere più velocemente dei vostri concorrenti potrebbe essere il solo vantaggio competitivo che avete’”. (*): teorico del business e manager internazionale

 

QUI la presentazione